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venerdì 17 novembre 2017

luce

La luce,
questa luce
non basta alla mia paura
Ci sono storie che cominciano
e finiscono
mentre io non riesco a vivere la mia,
dov’ è finita la mia fionda?
Adesso è il momento di
mirare a quel Golia
che mi incenerisce dentro.
Sto con l’animo come sospeso in quest’ora,
in punta di piedi
si avvicinano gli altri


cent'anni

Perché i miei occhi oggi
si rifiutano di guardare
fuori?
Guardano dentro,
vogliono creare loro
le cose da vedere.
Poter riavere i miei cent'anni,
così pieni d'anime
e persone che non c'erano,
anni che rivelano anni
-anni luce, anni me-.
Non erano una malattia da curare,
una fame graffiante al passaggio
tutt'altro,
erano gli altiforni del mio carbone

e adesso
non so se li riavrò
mai più

inquietudine




Sono sparita dentro l' inquietudine
come dentro un sacco a pelo
e continuo
ad avere freddo.
L'inquietudine non è la mia inquietudine,
sono io.

Solo dalle bestie possiamo
apprendere come si fa
ad amare la vita?

Tempo allo specchio

Ho messo il tempo 
nel mio specchio
era il momento

ho appeso lo specchio
nel vestibolo della poesia
a capovolgere versi.
Dopo sarebbe stato troppo tardi.

Volevo un tempo poeta
che carezzasse la carne
delle parole
e ne divorasse l'anima.

Che frugasse in arcane dimensioni
e respirasse aliti nuovi
di ribelli/pacificate tensioni,
Dopo...
Ma quale "dopo"?

Che del mio senso nudo facesse
il vestito da strappare
con i colori della vita e
del suo mistero, che denudasse
le mie parole e con esse mi denudasse.
Che fosse il mio amante insomma!

Ma lui non sapeva da che parte stare,
Nemmeno io lo so.

giovedì 16 novembre 2017

scherzi del tempo

il tempo scherza con le parole
se ne invaghisce 
o le scolorisce 
e io sto sospesa come un lenzuolo steso
tra ciò che ho detto e ciò che non ho detto.
Parlare è un dondolo

La carne e lo spirito

Eppure il pane è caldo, appena sfornato

una finestra sbatte violenta
su una musica che suona
la interrompe,
poi la musica riprende
Per chi?
Per qualcuno
Ma per qualcuno chi?
La finestra sbatte, sbatte
su nani e su giganti che sono
riverberi (falsi?) 
della nostra carne,
o forse solo di impronte
nostre/non nostre.
Pane di sudore

Eppure dove sono i pensieri virtuosi?

Qualche domanda indugia
alla fermata dell'autobus:
sa accalappiare una tensione
imitare la nostra immagine
salire sui nostri mezzi.
La finestra sbatte sulle domande,
il gioco certo val più della
candela ma,
per carità,
evitiamo che lo spirito spenga la carne!

Ad essi appartiene ogni fornicazione









mercoledì 15 novembre 2017

Un grammo di presente

Regalatemi un grammo, un solo grammo
di presente vostro
che io l’abbia
a farmi accarezzare per un attimo
il mio l’ho dimenticato posato lì
sul comodino tra la polvere in attesa
e adesso scompare
ad ogni sguardo
e poi sia come fu il futuro
sia come sarà il passato
Tra me e voi
ogni sguardo è
principio di parola.
Nel tempo di ogni dire l’avventura
ha inizio.

Quando ancora ti muovi
tra i bisbigli
io lì ti avverto.
Ho scorza di me
mi reinvento.
Stringi forte
se apri la mano viene giù
tutto.


lunedì 13 novembre 2017

Salmo 151

SALMO 151

Cosa di me,
fa me?
Una montagna pesa sulla mia testa,
la tengo a stento in equilibrio
e indosso ai piedi molli
lo spavento.
Vado a spasso
-uomo o donna che importa?-
per storie tristi
e allegre,
mi aggiro tra i mesi dell'anno
come cerchio
da quadrare
-miracolo-.
Qualcuno da qualche
parte mi aspetterà
chiederò a lui ciò che di me
non so/so già ancora.
C'è una sagoma
laggiù che mi somiglia
potrei essere io
Ha i piedi molli
e una montagna sulla testa.
In giro si dice:
vuole troppo
del nulla
E' di me che si parla?
Il biglietto del metrò per scomparire
tra gli odori della gente
presto non basterà più.

All'anagrafe c'è solo un nome
congelato: quello di D/io.
Sotto a chi tocca!


Dovunque "qui e ora"

Non è come 
voler vivere mille e mille vite
diverse, una dopo l'altra
asserragliate alla spina dorsale
o in fuga per i bordi del corpo verso 
altri miei corpi non ancora nati:
non è questione di aggiornamento software.
No, 
è come voler vivere
mille e mille volte
lo stesso giorno
lo stesso momento
lo stesso sguardo, respiro, sorriso
questo
"qui e ora"
in tutti i mille luoghi che amo,
senza rinunciare a
colori, 
odori
atmosfere 
presenze 
richiami che hanno girato l'angolo
nell'istante brevissimo in cui 
eternamente 
l'oggi era già domani.
I luoghi della mia visita
mi chiamano a sé.

la mia mansuetudine, eccitata
pretende

sabato 11 novembre 2017

mentre parliamo



Mentre parliamo
accade sempre qualcosa
che non sai.
Non è necessario saperlo
-conservo la paura dei verdetti-.
Un’eco,
una domanda senza voce,
giace nei millenni
fedele e forse dimenticata
una dissonanza
incespica nel cammino
ha messo
la scarpa destra
nel piede sinistro
È dalle cosce che si raggiunge il piede.

Venne a incontrarci 
il tempo















venerdì 10 novembre 2017

Sulla pagina



Non ci metto molto
a spazientirmi per
le ansie da prestazione
di una pagina bianca
apprensiva
come una formica.
Eppure è lì che
vivo ancora la mia rivolta
quotidiana,
lì dove non c' è nulla
che possa essermi concesso
senza che la pagina si strappi.
Ma tu
regalami il sorriso
della tua pelle
stanca,
è da quella ruga che sono
passata
sul mio tappeto volante,
ricordi?
Chiedevo perdono al tempo
se mi beccava a
vendere cappelli alla sapienza

Ora non c'è più spazio per lo zelo,
solo per le favole

giovedì 9 novembre 2017

in due

Ti ho diviso in due,
intero eri troppo
per me

lucignolo di felicità.

Dovrei decidermi a scegliere
sotto quale lampione
fumare il pacchetto vuoto
con ancora l'odore dell'ultima  sigaretta
e
svolazzare leggero
nella nebbia
con frizzi e lazzi.
Non voglio guardare nulla
che muore

sono un inventore di sorrisi
per sole statue

LA CHIAVE

LA CHIAVE 

C'è stato un tempo
in cui chiudevo in un cassetto 
me stessa e te, 
per riprenderci poi, dopo cena,
e andare a letto a far l' amore.
Si stava bene 
a rovistare tra le solite cose quotidiane,
le grandi decisioni per l'ora seguente
la scelta della borsa, il colore della cravatta
che poi, come al solito, non avresti indossato,
capire come sarebbe stato il mondo oggi
dopo l'ennesimo discorso di Trump
o il chiacchiericcio su malattie esantematiche 
e vaccini.
Atterravamo insieme tra pioggia e sole
sul nostro tempo stupido e prezioso,
lo leggevamo in ciò che non è scritto.
La chiave,
dov'è finita la chiave?
Non si può lasciare il cassetto aperto:
siamo un segreto da non svelare
un viatico di atmosferica complicità
per il nostro privato al di là.

La chiave,
dove hai voluto gettare la chiave?

mercoledì 8 novembre 2017

silenzio in biblioteca

Silenzio in biblioteca 


Ho messo il pallottoliere
...............in biblioteca.
Così posso contare
più facilmente,
nei ripiani vuoti,
i libri che non ci sono
.............e dividere i loro punti
dalle loro virgole
.......nei respiri che sfogliano le pagine
Posso contare
.........gli incontri e gli scontri
tra chi legge e chi viene letto
il veloce inabissarsi del primo
...il venire a galla
..........lento
................del secondo
un gioco di distanze che separa e unisce
e la paura
.........di incontrarsi
in uno specchio
dentro una lettura.

Come appartieni
........a ciò che leggi!
Quanti mi piaccio mi dispiaccio
............intrecciati
che ti sbattono in faccia
.....persino
le .... ricette di cucina.

Ho messo il pallottoliere
..........in biblioteca.
Chi verrà a leggere
..........credo, si troverà
in un qualche punto che
................ancora non sa
e ci sarà silenzio.
Non ci sarà bisogno
...di andare
............in manicomio
per trovare
in poveri vuoti d'anime
...........che hanno i vetri rotti
fondi di verità.

martedì 7 novembre 2017

"altro mai nulla"

"Altro mai nulla"

Ho sognato che guidavo un aereo
in alto in alto
e superavo case,
villaggi, montagne
oceani,
              universi
Poi andavo giù, giù 
fin quasi a sfiorare terra
ma non volevo toccarla perché
non sapevo come ripartire,
allora mi affrettavo a risalire:
la cloche verso il nulla,
pedalavo forsennatamente
come su una bici nell'aria della notte.
Vita con me dentro
senza mai partire
senza mai atterrare
senza mai arrivare
senza identità

                    Senza
               mai

sabato 4 novembre 2017

il resto di uno

Erano due.
Il primo ritagliava odori dai giornali
invecchiati,
ormai impossibili a leggersi,
sagomava ombre
come a cercare ancora
qualcuno vivo per berne
l’anima a sorsi,
inghiottire una presenza,
udirne per strada la preghiera cocente,
asciugarne il sangue.
Collezionava miracoli mai avvenuti.
Poi giocava ai birilli,
li faceva cadere tutti, meno uno

L’altro lo guardava tacendo
un occhio fuori dall’orbita,
rincorreva espressioni
di desideri aggrovigliati, in fuga
da se stessi
tra specchi rotti e risse di immagini come
la polvere
impossibili a ricomporsi,
se non per miracolo,
l’anticamera della collera divina
piena ormai soltanto
di dei bugiardi in pensione
per l’eternità avanzata.
Poi raccoglieva i birilli caduti,
ne mancava sempre uno:

Non c’era più nessuno
che chiedesse il miracolo!

venerdì 3 novembre 2017

pagine

Ho il corpo fatto di
molte pagine
quando ne sfoglio
una
appare qualcosa
che non c’era
in quella precedente
e nemmeno in quella che
viene dopo.
Quasi l’anima
avesse consistenza di
cipolla!

A quale nascita che
mi cresce dentro
rivolgo lo sguardo
mentre mi spoglio?

lunedì 30 ottobre 2017

c'è una ferita

C'è una ferita che mi riguarda
come un esilio
di cui faccio patria
si allunga
alle mie spalle
non ne conto la durata
non ne vedo la fine
parla un linguaggio
arcigno
che conosco

Una parola
si stringe intorno alla ferita
non mi è parente
sparge sale
non mi giunge il suo suono
il suo freddo si!

Quella culla, laggiù,
com'è vuota!

domenica 29 ottobre 2017

il tuo corpo

Il tuo corpo
ho amato
.....non altro
e nel tuo corpo
     la tua carne,
sì, era lì per me
nel modo in cui tu sei,
.....non altro,
ci regalavamo le mani
dita per dita

accade
quando è il buio
a svegliarti e
manca ancora la parola della luce

l'avversario

Ti promisi di accordarmi col tuo fiero
avversario,
ma non tenne
l'accordo e
da fratelli
l'un l'altro ci uccidemmo

la pazza

Quella pazza -chiedeva lei- sono io? sono io?
Hanno segato la mia lingua
sciami di silenzi
escono dalla mia bocca
ho forse ancora qualcosa 
da salvare, qualcosa?
lì, tra i panni sporchi
quelli che mai ho voluto lavare?
Mi vogliono ancora indossare
per questo mi guardano
ho amato i miei panni sporchi
e ora ho paura -diceva-
e ho la lingua segata
ma non è ancora Domenica,
posso far aspettare
i silenzi

venerdì 27 ottobre 2017

Dilazione

Dilazione 

Lì di fronte,
in mezzo allo specchio
stavano i suoi ricordi.
Pressavano sulla spina dorsale
punzecchiavano le caviglie
con prepotenza:
immagini, nomi, idee ormai senza domani
che si vestivano di lui.
Come stare dritto?
Non ce l'avrebbe mai fatta,
i ricordi non hanno sogni
ma non voleva piegarsi
né distogliere i suoi dinnanzi ai loro occhi:
"non ora, non adesso, restate lontani, 
non è questo il momento,
...più tardi".
Chiedeva solo un rinvio

come chiede chi sa che
Dio 
non verrà



giovedì 26 ottobre 2017

E poi

E poi si muore
anche quella rondine laggiù
Ora si posa lieve
sulla vecchia grondaia
la fa cadere, splash
E poi si muore

Ma tu eri la sua vita
da sempre

il patto

Siamo nati dentro
un patto che
qualcuno ha violato.
Della sua inflessibile bellezza
ho fatto una fiaccola
ardente

vivo la mia carne
di donna

AL LETTORE

Nel mio sogno c'erano topi
anonimi
e non erano in trappola
giravano, brulicanti tra le immagini.
mordevano la carne,
strappavano lo spirito
lo facevano a pezzi,
in preda ad un violento attacco di poesia.
Nel mio sogno non c'era vita,
sognavo la paura di vivere,
la fine della giovinezza
Questo fino a tre anni fa
Poi accadde qualcosa:
la luna si mise a passeggiare
sulla mia strada
ed era allegra, crescente
aveva incontrato un topo
con l'aureola, in odore di santità,
un altro che le porgeva un fiore
un terzo con la coda intrecciata a cuore
attento a inviare cartoline di Natale con gli auguri 
senza sbagliare indirizzo
un quarto, il più romantico, suonava un valzer al violino
e la topa amata, che non era proprio una intenditrice,
ballava il rock and roll
ed erano tutti miei simili

perché io ero Miki Mouse.
A chi potrò mai raccontarlo
se non a te?



martedì 24 ottobre 2017

Quando

Quando saprò in quale
pagina rubricare
l’alba del mio giorno
-chi potrà darle nome-,
quando laggiù in fondo
le porte del mio vecchio 
tugurio
accoglieranno l'intervallo
del vento
come saluto festoso
di coloro che le hanno
attraversate 
e le radici dell' anima
-nidi agli uccelli della notte-
intrecceranno centimetri di altre radici
in una trama di poesia,
allora indosserò
l’abito da sempre
appeso alla gruccia,
leggerò la nostra storia
come l' attesa che ogni giorno
misuro:
-cercami fredda e calda,
-cercami umana

io ti sono casa

evasione

Sbatto la prima porta, sei lì
di più 
la seconda e la terza.
Sbatto la quarta porta,
di più
la quinta e la sesta sei dovunque,
casca una raffica di maniglie
ma
scarico nervi.

non sapevo di avere una prigione 
così acustica!





benvenuto

Benvenuto tra di me
ho bucato l'alba
nell'attesa
ho squilibrato
i miei volti, le mie maschere
i miei segni. Tutto.
Mi sono vestita della durezza del marmo
della morbidezza delle nuvole
ho srotolato ogni centimetro
della mia carne
e contato il sangue goccia a goccia
mettendolo sulle foglie
come rossa rugiada.
Sono andata alla ricerca dei miei nomi,
dentro una campana di vetro ho racchiuso
i miei destini,
li guardavo in trasparenza
salire, scendere
camminare, correre,
moltiplicarsi come su labirinti di specchi.
Reticoli di soliloqui  appesi a
inesistenti santi del sogno.
No, non ho dimenticato nulla,
ma tu
in quale dei miei me affondati
sei giunto?

Benvenuto

un di più

c'è come un rumore
dall'altra parte
del silenzio
c'è come un di più di me che
devo sistemare
dall'altra parte della casa
Ora busso 
stracolma di vuoto,
c'è come un di più
altrove

lunedì 23 ottobre 2017

qualcuno ci ordinò

qualcuno ci ordinò di nascere
e di andare
poi dimenticò di indicarci la via
io vado 
vado 
vado brancolando
la mia testa mozza gira all'impazzata 
sui cardini del mondo
con la sigaretta in bocca
ma non so nemmeno se sono nata

ci disse anche di amare

domenica 22 ottobre 2017

potresti essere tu




Potresti essere tu



Si perdono pezzi per strada
ma tu mi hai fatto sognare,
il tuo volto si dirama in molti occhi.
Sei tanti sguardi
e sei lo sguardo a dardo
d'intermittenza che t’afferra
e non si fa annunciare

Avrei dovuto chiederti scusa 
ma le mie unghie volevano
il fremito convulso delle tue ciglia
senza un vero perché.
Ho fatto una passeggiata tra quelle ciglia
volevo guardarvi dentro.
Ecco: ciò che ho visto
potresti essere tu.

Quello sguardo si conficcava nel mio: 
era come è qualcosa 
quando è bello
aggressivo, caldo
come acini d'uva al sole, 
da sorbire a sorsi 
per brillare e far nascere
un gioco 
di occhi dentro occhi,
sguardi dentro sguardi, 
esplosioni di vita
e ho creduto in quello sguardo.

Si perdono pezzi per strada
mentre tu mi fai sognare. 
Ecco: ciò che ho visto
potresti essere tu.

la felicità è una strada corta
e forse non esiste 
a spasso
per le tue ciglia era sconfinata




























Si perdono pezzi per strada
ma tu mi hai fatto sognare,
il tuo volto si dirama in molti occhi.
Sei tanti sguardi
e sei lo sguardo acceso
d'intermittenza che se t’afferra
ti rimane dentro

Avrei dovuto chiederti scusa 
ma le mie unghie volevano
la collera delle tue ciglia
senza un vero perché.
Ho fatto una passeggiata tra quelle ciglia
volevo guardarvi dentro.
Ecco: ciò che ho visto
potresti essere tu.

Il tuo sguardo si conficcava nel mio: 
era come è qualcosa quando è bello
aggressivo, caldo
come acini d'uva al sole, 
da assorbire a sorsi 
per brillare e far nascere
un gioco di occhi dentro occhi,
sguardi dentro sguardi, 
esplosioni di vita
e ho creduto in quello sguardo
Si perdono pezzi per strada
mentre tu mi fai sognare. 
Ecco: ciò che ho visto
potresti essere tu.

So che la felicità è una strada corta
e forse non esiste ma a spasso
per le tue ciglia era sconfinata
Ecco: ciò che ho visto
e solo un modo di essere 
della felicità 




sabato 21 ottobre 2017

Senza voglia

Non aveva voglia di stare lì con lui
quella sera, né  altre.
I soliti rituali,
al solito tavolo, nella solita stanza,
la solita malinconia interna...
cene senza storia e senza lacrime
con qualcosa da inghiottire
senza nulla da gustare:
cena di teste mozze
e frappè di cenere
E loro, commensali assenti,
nel silenzio di brevi frasi
che quasi chiedono scusa:
“passa l’acqua, dammi il sale”
e quella solitudine aggrappata ferocemente
al suo sterno
che le impedisce persino il respiro
e ancora il grido a voce muta:
“voglio in prestito un amoreeee”.
Così ora dopo ora,
giorno dopo giorno
accompagnano alla tomba
una vita di coppia
senza guardarsi mai negli occhi
perché quelli ormai
non li hanno più.

Su quei giorni nessuno
getta un fiore
non c’è
richiesta di perdono

venerdì 20 ottobre 2017

il custode assente






Il CUSTODE ASSENTE
I

Sono fatta di carne
di carne e luce.
Sono fatta di carne, luce e acqua
di luce spenta.
Chi ha lasciato spegnere la mia luce?
Chi non ha custodito la fiammella?

Dentro una storia
gocciolano i miei versi.

ho commesso un fratricidio di cui non so.
come Caino,
non ero io
il custode di mio fratello
e lui non diceva nulla,
era buono -e io no-.
e non c'è un perché

Non ero solo,
eravamo in tanti
tutti contro uno
e lui non diceva nulla
era buono -e io no-.
e non c'è un perché.

Ora ho sempre un piede nella fossa
e l'altro....
Chi custodisce mio fratello
l'ucciso? Chi è?
Dov’è?

II

C’è stata forse una rivolta
Abele non ha visto,
i suoi occhi vagavano tra il gregge,
era senza custode
qualcuno lo ha abbandonato,
è come se non ci fosse,
non ci fosse mai stato-

Sono forse io il custode? Nooo
Il suo nomevolto mi
manca in modo esagerato
Sapessi che estraneità alle squame della mia pelle
ha la sua reticente presenza
come quella luminosa e insolente della luna
in un cielo di stelle.
Come soffre la luna quando cala.

Che lo guardi in faccia
il custode,
io ho perduto mio fratello,
(lasciate che lo abbracci)
ma il suo custode
ha perduto me.
E ora, chi custodirà il custode
luna
calante, calante
luna?

III

Amo la terra i suoi frutti,
le sue sagome, le sue voci, i suoi Dei
i suoi tutto, i suoi nulla
il probabile, l’impensabile, l’impossibile
il soffio del genio, il rutto dello sciocco
il paesaggio del tempo laggiù nell’Eden
e la carne e la luce,
e l’anima e il vuoto e ciò che è scrostato
e incustodito
amo ciò che non so dove mi porta
amo l’inganno

Chi ama ha sempre tanto da fare:
da nascondere e da difendere,
da perdere e da salvare,
da volere e da rifiutare
da uccidere e sacrificare
da far nascere e rinascere
senza alcuna assicurazione:
non sono io l'assicurazione di mio fratello

"Ecco l'uomo è
diventato
come uno di noi
quanto alla conoscenza del bene e del male"
Io invoco Abele

La parola chiamata "Dio"
è soltanto una bastarda assicurazione sul dolore:
COSTA il custode
e infinito è il rinnovo della polizza
chi può permettersela?
ma io
ho commesso un fratricidio di cui non so

forse ho ucciso il custode
e il custode del custode…. non ha custode:
un’infinito ingarbugliato in un’ assenza,
le mie parole non hanno più nomi,
chi è Abele mio?
Ora, morto, lo custodirò.


















ecco



Ecco viene la terra
sei tu a portarla nel tuo sguardo
l'hai scalpellata all'acqua
e al fuoco
ed è nuda bellezza
e verità

ecco
lu tue parole ti hanno lasciato ora
abitatore
tra le mie lenzuola

giovedì 19 ottobre 2017

la forma del desiderio


Sono io che mi avvicino?
Sei come la forma del desiderio
se il desiderio ha una forma
Vorrei suscitare
in te
ciò che mi accade
quando impasto i tuoi sguardi
nei miei scismi
e balza fuori improvvisa
quella riga che io non scrissi mai
dentro quella che non scrivesti tu
Una punta di dolore nel petto
appena percettibile
quasi di soppiatto
e i miei battiti rischiano l’infarto
Faccio fatica a cercarla,
ma l'avverto.
lievito fresco nella mia farina
come un intimo bisogno
di non nascondersi più

Mi basterebbe
una parola dopo l'altra
per non dire nulla
sciocche parole
non vogliono ammettere
quanto è capace di star
fermo il cuore

martedì 17 ottobre 2017

Felicità

La mia felicità è ansiosa
striscia sui muri e
raschia.
E rischia,
scrive qualcosa
poi cancella
riscrive
cancella,
riscrive ancora.
Non rilegge mai
ad alta voce
annoda fili e tesse
Confonde "accaduto" e "accadrà"
e "Oggi?"
si chiede,
la risposta non sa.
Sferza l' "È-te-che-devi-attraversare",
con un "Tu-sei la sintesi-dei-tuoi-tempi"
Non dà briciole ai cani
Sulla sua veste
gioco a dadi.
La mia kenosi sghignazza:
è lontana,
due passi e mezzo

lunedì 16 ottobre 2017

il vestito degli altri

Ho indossato il vestito
di un altro
e mi sono fatto i complimenti
ma
non so se mi stesse a pennello
forse no o forse si.
Questo fu Venerdì
Volevo mostrarmi a qualcuno
e a qualcuno
e a qualcuno
perché finalmente qualcuno
mi
vedesse,
finito il weekend non gliel'ho
restituito
con la scusa che era già macchiato.
Che divertente, ho indossato disinvolto
le macchie di quell'altro,
una decina è dir poco?
Qualcuno mi ha detto però che erano grandi!
Io le adoro, sempre così misteriose
vengono da qualche parte, ma quasi mai sai da dove.
Altri, lo vedo
vorrebbero ora indossare il mio,
non sanno che non ne ho
sono nudo
come quel re: non ho
nemmeno il grandioso conforto delle macchie.
Certo che indosso vestiti che non mi appartengono:
come dire ad altri
che sono solo uno specchio?

La strada è in salita
solo di rado qualche cenno di vita

domenica 15 ottobre 2017

Un vestito

Un vestito fatto per non essere indossato
il tuo
cucito su un corpo che non era mai
appartenuto a nessuno.
affacciato al saccheggio
di fili e aghi di una vita.
Drammatico, 
lo strappo ancora aperto
aspetta di sotto
figlia
la fodera della tua dolce voce.
C’ è un’assenza verticale/orizzontale
misura due o tre infiniti
aggrappata agli orli slabbrati,
parole che non riescono a sciogliere
la polvere,
pianto in esilio

E tu
solo occhi di cerbiatto

martedì 10 ottobre 2017

scatto di parola

Non c'è scatto che non le appartenga,
ho messo la parola
a lottare con la vita
a rabberciarla
come un tessuto vecchio, lacero,
sporco.
L’ho vista slogarsi per afferrarla
nel precipizio in cui l'io-sono non penetra
nella parola e testardo
non vuole "essere detto",
ma nessuna fuga
può essere concessa


L'insolenza del silenzio
non cambia la circolazione:
in qualunque stagione a casa
ci si riposa


elogio della coscienza


La farfalla variopinta
mi vola sulla spalla, sul naso,
mi ama

...è questione di smorfie,
cammini la vita e ti guardi sempre tra le gambe:
dove hai messo il piede?
e la bocca?
Devi finirla,
anche volendo
è tropo tardi per fare causa a Dio,
l'avvocato del diavolo è ormai in pensione

la farfalla variopinta
s'è posata
altrove.

Cerchi la sobrietà?
Quella pettegola non ne ha.
Sempre eccitata, 
ha piuttosto una lingua slogata, 
rovinata dai troppi distinguo, mea culpa 
confessioni, conversioni, benedizioni,
è una stranezza di quartiere,
ti pare il caso di sbandierarla ai quattro venti?

dov’ è la farfalla variopinta,
dov’ è finita? È per terra,
tra i sassi?

Ho deciso di non fermarmi
di non voltarmi indietro,
forse
.....è soltanto un dono
che io non ho.

credo ancora
che la farfalla variopinta
mi ami


fiori di luce

FIORI DI LUCE


Sei bello da così tante parti 
che non so 
dove voltarti prima.
Vorrei mi regalassi un mazzo di fiori
di luce
e lo lanciassi in fondo
tra le sabbie deserte 
del mio ventre.
Come quando a Parigi
la tour Eiffel si accende
sulla Senna:
dall’altra parte della città
il mio corpo 
si accorge di avere indosso i suoi trampoli
fosforescenti e li addenta.
Prestiti di luce,
vanno oltre la mia misura che squittisce
tra i rifiuti dei giorni in cui nacqui
Sento che il dolore
di domani
smetterebbe
di slurparmi ancora
con la sua lingua
il sangue.

lunedì 9 ottobre 2017

chi scrive...

Chi scrive ciò che io scrivo
e quando?
Non so.
C’è un'offerta di me
che guizza incontro alle
mie poesie,
non la conosco.
Non voglio (ri)conoscerla,
mi fa paura
perché ha ragione a
mantenersi a debita distanza
dai miei giorni, a non fidarsi.
Io 
sono sorella di Caino
mi ha regalato i guanti
per coprirmi le sue stigmate
insanguinate,
indosso un paio di scarpe strette,
nell’ andare forte è il dolore.

Lei
ha per padre un amore

domenica 8 ottobre 2017

come le candele

Per sentirsi vive
le candele amano sempre 
la fiamma che le scioglie
e invece ... stanno morendo

L'OMBRA DEL MONDO

S'offrì il mondo allo sguardo
non c' era in lui utopia
solo paura dell'immensità.
C'era desiderio
e passione.
Cercava la parola
come se già sapesse d' un dolore
non espresso, tradito,
di un'ospitalità ingannata.
La sua ombra, un uccello rapace
sulle punte di un labirinto di lance acuminate,
lo cacciò indietro.
Nell'ombra tutto accade,
il passato e il presente e il futuro.....
Altrove fa capolino talvolta
fra oscure titubanze
il fremito di un volto
...desiderio,
...passione.
Poi più nulla

Qualcosa
vaga
vestito di stracci

venerdì 6 ottobre 2017

mah

Mah! Tornare a giocare un po’ con te!
che sarà mai?
“Spegni la luce adesso”,
non è un rifiuto
è un aprirsi
all’ invisibile
che gira gira come una ruota libera.

Tutte le luci
si spengono di colpo
e inizia il ritorno di un gioco
lontanovicino
vicinolontano
tra le tue labbra e le ....
Invisibili accenni di me
sussurri al centro del mondo
e ancora non basta
perché quel che accade
e ci sta attorno
attende proprio me.

Tu mi vuoi come il tutto
e il tutto è poco:
entri la luce!

lunedì 2 ottobre 2017

Diario di marcia

Ho camminato molto
ma non so se ne ho fatta
di strada.
A lungo ho girato,
ma non so se mi sono mai convertita.
L’occhio incastrato nell’ orbita
fissa
percorsi invisibili
che il mio demone rende sensibili
L’oltre me
mi ha segata in due
senza appartenermi.
ma era ed è un “me”, 
una specie di bestemmia
banale

È ancora possibile voltare pagina

martedì 26 settembre 2017

appuntamento mancato

Eccoti ancora qui
te che non volli amare,
la tua assenza mi cerca
nel tepore
del luogo tuo
che mai fu mio
e che colorai del tuo profilo
quandoquando
sbranasti il mondo
per farmelo assaggiare
mentreora
non riesco ad inghiottire

Eccoti ancora qui
te che non volli amare
come meteora
scarnifichi la maschera che indosso
asserragliato, braccato
dal ricordo che mai
tu fosti per me.
Adesso, a un passo dall'ultimo perché
tirami fuori.
C'è un palo nella tua vita
su cui si arrotola
come un lenzuolo
il mio corpo
e non consola.

Siamo l'un l'altro
pieni di noi,
noi che non c'incontrammo
mai

venerdì 22 settembre 2017

Party in giardino

Si stava bene
ieri sera al party
in giardino tra tanti amici.

Una signora diceva
come beata:
-io me ne vengo qui
ogni giorno da sola
nella mia poltrona
tra le mie piante,
con il mio libro,
i miei rottweiler,...
il mio....

e io sentivo:
-le mie voci laggiù nel cortile...
gli echi di tante gole...
contorni di figureattimi sempre
più ... dileguati nell'ieri, perduti per il domani
ciò che ... agonizza sempre e sempre nel mio cervello...


Certo, sbagliavo,
era solo una piccola invidia
da party,
ciò che la signora come beata
voleva suscitare.

giovedì 21 settembre 2017

Canzone


Il corpo era entrato nella sua canzone,
l'altra tua vita s'era messa
al piano per suonarla
con piccole mani,
accarezzandola.
Solo un minuto.
Volevi che a sorprenderti
fosse un attimo di gioia
ricevuto in dono
non pagato
Era il desiderio che
l'aveva composta:
l'esserti desiderata nel desiderio di un altro.
Solo un preludio per consegnare
il corpo a lui che
sapeva spezzare i minuti per farne
ore intarsiate

martedì 19 settembre 2017

rumori freddi

Corea del Nord 18/9/2017
"vicina alla fase finale"


Rumori freddi
davanti alla nostra vita.
Per scaldarsi la trave di legno
ricorda il vecchio albero.
Il timore di oggi
è già in pentola a bollire.
Qualcuno dice
-non vedo più nulla
un altro
-andiamo via
e mi prende il braccio.
Tu afferri l'altro
per acchiappare un aquilone
che vuole fuggire
senza di te.
Si creano strane parentele
fuori dalla luce.
Ma come faccio a cacciare
le mosche
solo con le gambe?

lunedì 18 settembre 2017

polvere e vita

La vita si accumula 
con la stessa velocità della polvere.
Bello accorgersene
con lo sguardo gioioso
del bambino
su un giocattolo
ritrovato 
e il grido:
ti ho cercato!

giovedì 14 settembre 2017

...

E infine si scardinò esplodendo

-"Non ne voglio sapere
di maestri,
non ho mai amato le lezioni..."

-"cosa vuoi che importi
a me o ad altri,
tutti rimandiamo
al mittente
le lezioni senza luce"

-"...ma pretendo molto dalla luce del silenzio"

ATLETI DEL NULLA

Ma a quali generazioni
di buio affaticato a morire
dettiamo esercizi di sopravvivenza
noi atleti del nulla,
illuminati solo da un'inutile insistenza
a guardare le stelle a denti stretti?

I nostri figli altrove,
come il futuro 

mercoledì 13 settembre 2017

La maschera di ferro

C'è una parte di me
invisibile

chi non mi trattiene non ha torto.
Ho lo sguardo spento
della menzogna s/fi/lacciata,
non so bene cosa sia
accaduto,
cosa e quando s'è perduto 
o s'è trovato,
Sono caduta in un nome sbagliato.
dove non mi sono vista più.
Ho tracciato una storia
o forse no,
forse l'ho solo imprigionata
nel ferro
perché somigliava
alla mia
e ho sempre avuto paura che lo fosse

C'è una parte di me
invisibile

perché ha paura
di una storia che non c'è
mai stata, ma solo desiderata con forza 
impotenza e rabbia
come se non si addestrasse al suo nome.
Ma non ne ha a disposizione altri.
Chiamatemi, chiamatemi
con un altro nome
inventiamolo insieme
a capofitto. 
Precipitatemi in un diverso nome!
Il mio è solo uno spettro
impaurito
ormai stanco di portare
la maschera di ferro

C'è una parte di me
invisibile,
non fatemi domande
dovrei risponderne

domenica 10 settembre 2017

Paure

PAURE

Respingo ogni provocazione.
La tensione interna
l’ho ceduta,
viene ogni tanto a farmi visita
in sogno
per sbeffeggiarmi
con violenta ironia
perché adesso conto le pecore
che mi sono rimaste con i pidocchi
tra i capelli
e pascolano sul mio cuscino.
La porta di casa non la apro più
agli estranei.
Non posso,
l'ho vista, sbatacchiandosi, uscir fuori di sé.
Ho rinunciato alle vette,
tranne che al Monte dei Pegni.
Faccio collezione di paure.
Ne ho di tutti i generi
in mostra
e sono orgoglioso quando qualcuno
le osserva invidioso.
La più piccola
risale a quando…
non ricordo…
ha a che fare
con una caramella
andata di traverso,
la più grande invece
a stamani
quasi non mi entrava tra le dita,
l’ho staccata a poco a poco
dal mio spirito
quando mi sono guardato allo specchio:
mi sono accorto che Dio
non esiste.
Che paura!
ero ancora e sempre io.
Anche la differenza tra me e Lui
mi ha ormai abbandonato.