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sabato 31 dicembre 2016

31/12/2016: FINE DI UNO DEI MIEI ANNI

31/12/2016:

FINE DI UNO DEI MIEI ANNI
Come un campanello
suonante
la mia mente vibra.

A vuoto ha sempre girato
tra le mie pareti.

Ed io,
mendìco spirituale,
vago cercando prestiti
da ogni ricchezza umana,
da ogni povertà.

Odio certezze, facili bontà,
sciarpe calde di lana
sulla morte.

Vago scavando
tra la rabbia e il cuore
con l'unghie e con i denti
e mordo freni.

                                     La mia immortalità?
                                     Certo che c'è!
                                     Ha il cranio pelato
                                     ed è sdentata.

                                    Mi danza attorno
                                    e non si fa afferrare.

           E' un'immortalità vecchia
           e non si addice
           al mio lutto
           sempre giovane

                 che le sue note suona
                 proprio adesso
nella mia mente
desolata e infame








martedì 27 dicembre 2016

luce

Gli piacevano le luci,
lo affascinavano.
Era attratto da ogni sbrilluccichio:
gli occhi felici
di un bimbo o di una donna,
gli astri splendenti in cielo,
i pezzetti di vetro per strada,
il mozzicone di sigaretta
che pendeva ancora acceso
dalle mie labbra.
Stava a guardare incantato
e si chiedeva sempre
come mai da qualcosa
o da qualcuno
potesse sprigionarsi luce.
Per lui, insomma, era tutto oro
quello che luccica.
Una volta mi confidò:
"sai, è perché io
non ho mai brillato".

lunedì 26 dicembre 2016

la sedia

Già da tante ore
le mie gambe non erano state
sotto un tavolo.
Ora la sedia era là
a poca distanza da me.
Invitante. E lo sapeva.
E se ne preoccupava.
Le sedie sanno bene chi devono temere
se sono esperte e questa
aveva proprio l'aria di esserlo,
hanno tutta una loro preparazione.
Una loro scienza, direi.
Mi osserva guardinga, sospettosa,
già mi aveva adocchiata.
Aveva odorato il mio bisogno,
il mio desiderio assoluto di lei.
E non era nemmeno una sedia nuova
o comoda.
Doveva aver passato in rassegna
tante stanchezze.
Quando qualcuno la spostava,
sospirava rassegnata.
Ora aveva una fottutissima paura di incontrarmi.
Ogni parte del mio corpo
le diceva: "tu sola esisti per me".
Sapeva che non l'avrei più abbandonata, 
che mi ci sarei addormentata sopra
e per evitarmi si offriva invitante
a tutti i passanti
Avrebbe preferito una decina di bambini
indiavolati all' imperioso bisogno che io avevo di lei.
E così era come se ci guardassimo in cagnesco:
chi di noi due?

venerdì 23 dicembre 2016

GLI IMMORTALI

Non sappiamo proprio
cosa sarà di noi.
Anche se glielo dicessero,
ad alcuni non andrebbe nemmeno di saperlo.
Io sono tra questi.
Ma non perché
voglio morire in pace
e certe informazioni imbarazzanti
potrebbero comunque agitarmi.
No, no. Non voglio saperlo
perché, perché...
ecco perché io sono
immortale.
È per questo
che fumo tutto il giorno
e me ne infischio.
Ho, come dire,
un' immortalità da fumo.
Guarda Dio: il roveto ardente!
Solo che le sigarette
costano così care!
Come l'immortalità,
roba da pochi eletti.
Però non so cosa sarà
di me.
È l'unico punto oscuro
dell'immortalità.
E non ho un cervello
così tonto
da pensare che il dolore
non mi toccherà.

mercoledì 21 dicembre 2016

BUTTERLFY

Io, senza dar risposta
me ne starò nascosta.


E non ricordo più
i tuoi lineamenti
La sequenza di occhi, naso, bocca,
e ancora il mento, il collo...
Col dito li tracciavo,
quasi a volerli imprimere
nell'eternità del tatto.
Così ti guardai
nello stupore
ed era la mia carezza
che vedeva.
Buio era intorno
e tu tacevi
e io tacevo.
Solo il tuo volto
dentro la mia mano.
Non cercavo il senso
di quel buio.
Era qualcosa che mi regalava te
semplice presenza
sotto le mie dita.
Ma adesso non ricordo più,
devo accettarlo


un po' per celia e un po'
per non morir

lunedì 19 dicembre 2016

Un uovo strampalato (poesia demenziale )

Cercavo l'uovo dappertutto,
in cucina, nell'aia, nel pollaio.
Dappertutto, vi dico,
ma non c'era.
Finalmente l'ho trovato,
stava sotto la lampada,
tra i ricami di mia madre.
Lei lo usava
sempre per sarcire
le calze sfilate,
quando le calze trasparenti
costavano care,
o i talloni dei calzini
quando si doveva risparmiare
anche su queste cose.
Allora l'ho preso
e sono andato a venderlo
al gallo che voleva farsi
uno zabaione ricostituente.
Non gli ho mica detto che era sodo!

domenica 18 dicembre 2016

PICCOLI GESTI (poesia demenziale)



Piccoli gesti
(poesia demenziale)

Il pelo lungo
gli faceva quasi da corona
ma non sembrava
che le onde lo disturbassero
Il cane continuava a fumare tranquillo
in mare la sua terza sigaretta,
roteando il fumo per tutta la bocca
e poi espirandolo con volate di piacere
a spirale
Se la concedeva come un premio
perché alle Olimpiadi di nuoto 
la medaglia d'oro aveva fatto in pochi secondi 
un inverosimile numero
di vasche 
ed era stato lui
ad insegnarle a nuotare.
Sono i piccoli gesti a dare significato
agli eventi

sabato 17 dicembre 2016

iL FUMO

IL FUMO

Ho aperto la porta per lasciarlo entrare.
Se non l’avessi fatto sarebbe filtrato da sotto.
Era soltanto del fumo.
S’era appollaiato su una sedia
ma stava scomodo,
la sedia era troppo piccola per lui.
E allora si piazzò sul divano,
intavolammo una conversazione sui camini.
Era da lì che proveniva, mi disse,
ma il tiraggio era difettoso.
Così era stato buttato fuori dalla finestra.
e non aveva potuto partecipare
alla festa di nozze.
Era triste però, “mi sento tutto fumo senza arrosto”,
disse improvvisamente avvolgendomi.
Parlava di me forse?
Mi venne il sospetto perché
si rifiutò anche solo di sfiorare
la fanciulla in abito bianco
che giaceva disfatta
di fianco

mercoledì 14 dicembre 2016

In tasca

IN TASCA

Le mani in tasca, frugavo
inconsciamente,
come sempre,
come tutti,
quasi sperassi di trovarvi
il biglietto vincente
della mia lotteria personale.
La carta di una caramella
riempiva ora le dita.
Febbrilmente l'arrotolavo,
l'arrotolavo...
Che farne?
Era tutto quel che avevo trovato.
Forse sarebbe stato difficile
accettarlo.
Ma come era bello sapere che
la tasca, almeno quella,
non era bucata...

lunedì 12 dicembre 2016

A gran voce

Fu solo un atomo
quel che mi colpì di te,
voleva il mio esser donna
ed io lo amai a gran voce.
Nasceva da me quella voce.

Non fu
come le altre volte,
dove erano gli altri a parlare
ed io stavo lì,
ma solo ad ascoltare.

Voltasti la mia pagina già scritta.
L'altra era bianca e ci scrivesti tu.
Fosti tu,
un atomo di te,
a far parlare in me la donna
e mi fermai


Domani partirò
con la mia morte,
una delle tante,
troppe

L'ho appesa lì nella cantina.
ma non ha ragnatele.
Ed ora bussa già alla porta.
Lamenta un ritardo alla consegna.

Navigheremo sulle tue onde
ancora una volta
e sarà l'ultima
perché la sua vela
è gonfia del vento del mio sguardo
posato un' altra volta su di te,

perché io ti amai a gran voce.

Il mio presepe

IL MIO PRESEPE

Il mio presepe
è fatto dei personaggi
che mi abitano.
Non devo acquistarne
nessuno.
Ho persino San Giuseppe
(mi è capitato di aiutare qualcuno)
e la Vergine
(mi è capitato di pregare).
Non parliamo poi
del bue e dell'asino:
a far la bestia chi mi batte?
Solo la greppia è rimasta vuota
Ma forse non è male
Il futuro è 
ancora
tutto da giocare.
Ed io...
io, per molti versi, non sono ancora nata

La partita a scacchi




LA PARTITA A SCACCHI

Io non so se sono contento
di ciò  che ho vissuto.
Non so se sono contento
di ciò che ho fatto.
Avrei potuto...
Avrei dovuto...
Forse,
...anzi certo.
Ma cosa?
La paura gioca a scacchi
con me ogni notte.
Viene a trovarmi
quando il sole tramonta.
E muove il nero.
"Scacco alla regina
-grida-
scacco alla regina."
Vorrei che il bianco
piantasse le mie tende
nella terra delle stelle,
dove lei non arriva
e i bambini sorridono
come bambini.
Vorrei che desse scacco matto.




domenica 11 dicembre 2016

senso incompiuto (poesia demenziale)

SENSO INCOMPIUTO

Sgangherate parole
di senso incompiuto
volgetevi altrove
poi venite da me
a incassare la paga
che vi spetta.
Sul foglio bianco
togliete, togliete
fino a bucare lo spessore.
Prenderò un altro foglio
per tracciarvi ancora,
fino a farvi ingoiare
la penna:
che mai dica qualcosa
che emozioni!

sabato 10 dicembre 2016

l'eternita'

L' ETERNITA'

gli sbadigli
opprimono la mia sete di eternità
ed io
non so più dove scappare

venerdì 9 dicembre 2016

Un momento


UN MOMENTO

Non posso più rubare
momenti alle parole.
In esse
ormai non c'è più tempo,
né altro segno
solo io, 
forse,
e anch'io
non so più per quanto.
Ora il momento tace
e ogni segno è dissolto 
nella gravezza del silenzio.
Tutto è sordo.
Fuggevole il ricordo
di come siamo stati
in un certo momento
della nostra vita
che non avremmo mai immaginato
di poter vivere.
Eppure accadde e
fummo liberi, 
vivi, veri 
tu e io
dentro e fuori. 

Ciao





l'isola deserta

Voglio un'isola deserta
che mi usi misericordia,
ma non ho il coraggio
di prendervi dimora.
Non so più porre domande
né trovare risposte.
Rischio di arrivare dopo di me
partendo prima di me,
perché il pulviscolo
dei miei pensieri
si posa ovunque
ed io mi sono persa
in quell'ovunque.

Vecchie catene stringono
giovani carni
che osano ancora sognare
un futuro da abitare.
Ma l'occhio dell'aquila
che guarda
è conficcato nel presente
di paura
e anche per loro
l'isola deserta è
soltanto misericordia

giovedì 8 dicembre 2016

la coscienza in fiera


Ho imposto al mio sesto senso
di vivere come gli altri.
Di non lasciarsi deviare da me.
Di considerare come meschine debolezze,
come malattie,
i miei punti di forza.
Vado a caccia dovunque
dei cespugli clandestini di verità
che ancora mi si nascondono dentro.
Quelli che si sono formati
mio malgrado,
da improvvisi, fastidiosi
impulsi di vita
e che girano in incognito
per i miei cinque sensi.
Ho bandito e maledetto
ogni autenticità
ribelle,
ogni desiderio proibito.
Azzannato ogni istinto
di sovversione:
potrebbe essere contagioso,
diseducativo
per tutti gli altri sensi.
Infine ho pavimentato
la mia anima di luoghi comuni.
e di quella strisciante forma
di ipocrisia umana, chiamata
modestia.
Ora ho grigia la pelle
e spento l'occhio.
Ma il mio cane non ha più
problemi psicanalitici
quando incontra i cani altrui
e la mia coscienza è lucida
come l'argento.
Adesso  brilla
e va in giro in tutte le fiere
infiocchettata,
vanagloriosa




e turpe.

mercoledì 7 dicembre 2016

solo io


Ho aspettato tanto
a rivolgermi a una come me:
che si sprigionasse 
una scintilla.
Ora, come sagoma oscura
incredula alla vista
mi vedo
comparire da ogni parte:
io io io io.
Soltanto, sempre io.
Ogni equilibrio
cede
e la parola tace
coprendo bruscamente
ogni voce.
Una sola paura:
tutto
è ombra.
Possibile che attorno a me
non ci sia più nessuno?

martedì 6 dicembre 2016

tra realtà e sogno

Ho messo alla mia destra
la realtà.
mi guarda in cagnesco oggi.
Credo sia arrabbiata perché,
a suo dire,
non la prendo mai troppo sul serio.
Ho un bel tranquillizzarla
assicurandole che ha
il posto più importante
nella mia vita,
che di lei non posso proprio fare a meno,
altrimenti ...
Sembra quasi voglia farmela pagare.

Alla mia  sinistra ho messo
il sogno.
È sempre stato lì,
dalla parte del cuore.
Da lui sbarco non appena posso,
quando cioè la realtà
si distrae
e mi lascia un attimo di pace.
È il mio amante e lo sa!
Talvolta se ne compiace,
talvolta no.
Oggi è uno di quei giorni-no.
Sembra un immenso lago
nero e senza luce.
Sono andata a trovarlo
come sempre,
Ma nulla in lui si è mosso:
nessun suono,
nessuna immagine,
nessun saluto.
Proprio come se io non ci fossi.


Dopo qualche istante capisco:
sta parlando di me
con la mia realtà.

Questo è al di fuori di ogni mia portata.
È più di quanto io possa sopportare!


lunedì 5 dicembre 2016

poesia in amore

POESIA IN AMORE

Ho accompagnato la mia poesia al balcone
Aveva bisogno di una boccata d’aria
Dentro ormai tutto era irrespirabile
Volevo raccontasse il desiderio,
un momento
in cui fummo autentici.
Ci prese di sorpresa quel momento,
non sapevamo di averlo
Il suo arrivo ci  lasciò senza parole
Per questo
le avevo chieste in prestito alla poesia.
Che le rubasse a quel momento.
Solo lei avrebbe potuto.
"Non più, non più,
-protestò lei-
come raccontare un’assenza
a chi chiede invece una presenza.
Come raccontare normalità
a chi ricorda autenticità?"
Non feci in tempo a fermarla
s' era gettata di sotto.
Ora era solo
un bla bla bla...



domenica 4 dicembre 2016

LA MIA STRADA




LA MIA STRADA

"Per andare dove devo andare
da dove devo prendere?"
"Guardi, è semplice
qualunquizzi il suo percorso
girando sia a destra che a sinistra.
Poi vada dritto per la sua
strada senza svoltare più.
A piazza "te stesso" si fermi.
Ma vedrà, anche volendo,
non riuscirà ad andare oltre."
"Ah ecco!
Ma se vado al Tourist Information
mi daranno una mappa?"
"Oh no, per questo basta solo
che prima di uscire da casa
si guardi un attimo allo specchio."
"Bene, grazie
e quanto impiegherò per arrivare?"
"Se procede spedita, un' eternità.
Ma non è necessario correre.
Vada pure tranquilla!"


DISERZIONE

Il Massimo
sfavillava come sempre.
Ma Carmen stasera
come non ci fosse.
Conduzione opaca,
Nero lo sguardo
ammaliatore,
le movenze seducenti
che ballano
tra i lunghi capelli corvini
a ghermire fiori incarcerati
ormai senza profumo.
Carmen senza Jose
e senza Escamillo.
Jose senza caserma
e senza Micaela.
Escamillo senza il toro
e senza la spada.
Qualcuno ha disertato, grido.
Senza profumo sono anch'io.
"Pour tous les deux la mort"

martedì 29 novembre 2016

entrambi altrove

ENTRAMBI ALTROVE

Io sono qui
ma non ci sei tu.
Tu sei lì,
ma non ci sono io.
Perché non più insieme,
tra tante ore e tante vecchie cose
tra mille pensieri e mille cianfrusaglie di parole?
La mia borsa e il tuo cappello sulla sedia.
Un calzino che appare sotto il letto,
il reggiseno che da lì fa capolino.
E il mio stupore per il tuo dono
e il tuo sorriso per il mio stupore.
Come facevo a indovinare sempre
cosa pensassi?
Semplice, ti facevo pensare ciò
che poi andavo a indovinare.
Ero brava in questa piccola magia.
Almeno così mi sembrava.
Poi non fu più così.
Vergasti un foglio,
lo lasciasti sul tavolo un mattino.
Da allora entrambi altrove

E fu stupore amaro

domenica 27 novembre 2016

Impossibilmente trasgressiva

IMPOSSIBILMENTE TRASGRESSIVA 

Ma dai non è corretto
essere sempre normali!
Si violano le regole della trasgressività!
A chi vorresti darla a bere?
Vorresti sostenere che in te
tutto è regolare?
Che tutto è come deve essere?
E poi cosa vuol dire essere normali:
che la mattina ti svegli, con quel che segue
e la notte dormi, con quel che segue?
Che si rispetta, insomma, la propria regola?
Ma dai: allora questa è normalità o è mancanza di libertà?

C' è una chiave che nascondo
in fondo.
Una chiave con cui apro
il mio mondo.
Sto sempre attenta a non perderla di vista.
Ma il mio dubbio è
che sia lei a non perdermi di vista
perché è il mio mondo ad aprire me.
La mia normalità, forse,
è mancanza di libertà.
Così come la mia libertà
forse è mancanza di normalità.
Sono fratelli gemelli nel mio mondo
Ogni giorno gioco allegramente con entrambi
e partecipo stupita e allegra
a questo bizzarro mistero.

E tu, non dirmi: basta!

sabato 26 novembre 2016

E DOPO



  E DOPO

 Domani partirò
 col vento di scirocco 
 e il fuoco.
 La mia solitudine
 si perderà nel vento
 e il luccichio di sera
 pian piano spegnerà
 i miei occhi dentro i tuoi.
 Dopo non so:
 qualcosa resterà.
 Una sofferenza oltre me,
 che ti raggiunge.
 La gomma 
 che non vuole cancellarmi.
 Una battuta allegra forse.
 Un vuoto 
 che dirà: "rimani".
 E la tua rabbia
 che ancora una volta
 mi sfiorerà
 con la sua veste
 un po' sgualcita.
 Su lei getterò
 un' occhiata
 di soppiatto.

venerdì 25 novembre 2016

non svegliarmi

NON SVEGLIARMI

Chiunque io sia, non svegliarmi.
Sto percorrendo un viale
alberato, profumato
e lo riempio
solo io.
Tutti i miei personaggi
mi danzano dentro, oggi.
Tutte le voci
mi cantano dentro ora
e i pensieri
mi inventano senza maschera.
Il sole brilla
nella mia mente
e ciò che ho vissuto,
inganni e verità,
è dietro l' angolo del niente.
Come se mi vedessi per la prima volta,
non ho più nomi
e nulla si frappone a me.
Cullami nuda
tra le tue braccia candide,
semplice morte,
Nessuno sa che tutta la vita
ho ascoltato il tuo silenzio.
Nessuno
ha mai saputo veramente
di me,
come fuor da quest' ora
nessuno veramente
sa di te.

lunedì 21 novembre 2016

ACCADE



ACCADE

Accade che, ad un certo punto della vita,
si assuma il volto delle cose
che facciamo,
delle persone con cui viviamo,
dei rapporti in cui crediamo.
Quasi che le nostre scelte
siano gli unici argomenti,
meglio,
la parola stessa con cui parliamo,
e agiamo.
Accade che ciò che siamo stati
si legga negli occhi
di ciò che siamo,
quasi che una lama del presente
trafigga in profondità
tutto il passato.
Accade che ad un certo punto
della vita
il nostro volto assuma sempre più
il fascino
di ciò che abbiamo amato.
E questo è bello!


Sul tuo volto non c'era
nulla, proprio nulla
di me!

venerdì 18 novembre 2016

STRANA NOTTE

Voglio essere bella
questa notte

strana notte di luce.
Voglio essere di luce
questa notte.
Strana notte, che è un'alba
per noi.
Voglio essere l'alba
questa notte
alla fine del giorno.
Sacra questa notte per noi,
d'effimera eternità
e cento e mille volti
mostrarti io, donna
unica al mondo
ora, tra il tuo sogno
e la tua realtà.
Imboccherò la tua fantasia
mi sistemerò tra le tue verità.
Voglio essere sola con te
questa notte di carne,
udire tutte le parole del tuo corpo
vibrare a comporne una sola
la più antica del tempo.
Giocherò con te la mia partita.
La truccherò con le più sottili arti.
Nuda ti canterò, nuda ti danzerò, 
nuda ti vincerò.
Si, vincerò per te, a te questa notte,
ore di baci, non di minuti

sarò io
a far bello l'amore


giovedì 17 novembre 2016

"IL-PUNTO-E'-QUESTO"

"Il-punto-è-questo"
accoglieva tutti,
chiunque bussasse alla sua porta,
chiunque volesse interrogarlo.
Era prontissimo a dar conto di sé.
E io volevo interrogarlo
su di me.
Cercavo il mio ego,
ma non per egoismo.
Solo perché ero curiosa
di sapere com'era.
E dopo, sarei stata capace
di lasciarlo?
Mi sarei abituata a farne a meno?
Quante domande!
Ecco, il punto è questo!


l' ombra e un mea culpa

L' OMBRA E UN MEA CULPA 


Hai trovato qui l' ombra
dove ormai
avrebbe dovuto esserci quiete.
L'ombra
non avrebbe dovuto
esserci più.
Non ha fatto in tempo
ad andar via,
la quiete è lontana.
Irrequieta l'ombra
trascinando
qualcosa che ricorda
il corpo.
Passa tra gli alberi
come vento e li scuote

Ho bruciato l'anima
sorseggiando
acido nulla.
Ho versato parole
nei calici dei dubbi di tutti.
Calici bucati,
ogni mio dire è colato via.
Le mani
non l'hanno trattenuto.
A chi chiederne conto?
Complice di me stessa,
sciagurata,
ho remato ansiosamente il tempo
di ogni dubbio.
Non ho mai trovato pace

nemmeno in un cimitero.






Hai trovato qui la mia ombra
dove ormai 
avrebbe dovuto esserci quiete.
L'ombra
non avrebbe dovuto 
esserci più.
Non ha fatto in tempo
ad andar via 
e la quiete è lontana.
Irrequieta è l'ombra
trascinando
qualcosa che ricorda
il mio corpo.
Passa tra gli alberi
come il vento e li scuote

Ho bruciato l'anima
sorseggiando
l' acido nulla.
Ho versato parole
nei calici dei dubbi di tutti.
Calici bucati
e ogni mio dire è colato via.
Le mie mani
non l'hanno trattenuto.
A chi chiederne conto?
Complice di me stessa,
sciagurata,
ho remato ansiosamente il tempo
di ogni dubbio
e non ho mai trovato pace
nemmeno in un cimitero.






Nuovi cieli e una terra nuova

NUOVI CIELI E UNA TERRA NUOVA

La tempesta violenta
inseguita dal sole.
Il dolore cocente
inseguito dalla gioia.
Il contrario
inseguito dal sinonimo.
L' io
inseguito dal noi.
La mia penna
inseguita dalle sue parole.
I miei pensieri
inseguiti dalle loro opere.
L'anima mia
inseguita dalla mia carne
come un lupo affamato
inseguito da una pecora sbranata.
Nuovi cieli e una terra nuova
alla fine di tutto.
E io tacevo a vanvera
il Tuo Nome.
Non c'era più nulla che mi legasse qui

martedì 15 novembre 2016

al supermercato

AL SUPERMERCATO 

È tanto che attendo mentre parlo
È tanto che parlo nell'attesa
Quante parole posso
far cader nel vuoto?
Talvolta, al supermercato
me lo chiedo.
Tra gli scaffali, la merce
le lattine,
c'è un immenso cesto
con le mie parole.
Stento a riconoscerle
lì, affastellate, sciatte,
confuse.
Parole tra marmellate amare,
grissini spezzettati, tavolette di burro
irrancidite.
Sono in svendita,
La data di scadenza
è ormai vicina
ma non c'è
chi le acquisti.
Non si sono spiaccicate
nel muro
della memoria
di nessuno.
Neanche degne
di un chewin-gum

qualcuno passò a prendermi

QUALCUNO PASSO' A PRENDERMI 

Qualcuno passò a prendermi
quando non c'ero,
in una giornata di una sola ora,
in un'ora di un solo minuto
e non passava.
E' lento il tempo,
violenta la sua lentezza,
se ne sei tagliato fuori.
Se il taglio è
dentro te
e non si dona.
Quel che resta di te
non si salva,
non si ascolta,
non si perdona
quando il tempo è lento
e non passa
ed è violenza.
Ogni dono ormai
è altrove.

lunedì 14 novembre 2016

Non c'è più parola


NON C'E' PIU' PAROLA
L' unica cosa che voglio dire
è stata già detta.
Una parola bussa ancora alle mie labbra
Vuole ch'io la pronunci
Faccio resistenza.
Frammenti di oscurità
vengono a galla
da immense profondità
appena percepite.
Lei insiste tenace,
faccio resistenza.
Non occorre più ch'io parli
Altri l'hanno già detta.
Non c'è più parola
per un pensiero
nato troppo presto
e apparso tardi,
ma l'intimità del silenzio
non basta più.


L'unica cosa che voglio dire
è stata già detta.
E... non me lo perdona








domenica 13 novembre 2016

tiro alle idee

TIRO ALLE IDEE 

Nell'ora in cui ti penso
blindato e non felice
imbraccio il fucile
e sparo alle tue idee.
Spero di buttarne
almeno giù
qualcuna.
Ma sono tutte dotate
di giubbotto antiproiettile
e di una scorta
occhiuta
che non mi permette
di avvicinarmi.
E tu lì in mezzo,
da intellettuale globalizzato,
pericoloso, circondato
e solo.
Della solitudine
hai fatto un mestiere.
Colpire le tue idee
è impossibile,
come cercare un ago
in un pagliaio.
Perché...non sono tue!

sabato 12 novembre 2016

l'infinito 2

L'INFINITO
Immensa come il dolore del mondo
è la mia passione.
Lascia che io apra uno spiraglio
In quella porta
e con lo sguardo penetri il mistero:
tra le fronde dell'anima mia
intravedo
...l'infinito

LA RABBIA E LA ROSA

     La rabbia e la rosa
(Sulla condizione femminile)

Nuova ed antica rabbia
oggi mi assale, e sale,
sale nelle mia mente
attraversando il cuore

Non è dato a donna
esser sé stessa,
mostrare l' anima senza veli
e senza ipocrisia

Scorrono le mie lacrime;
mai piangersi addosso,
Espongo il viso al vento
Che pietoso le asciughi

Un poveraccio vedo,
un immigrato,
un rifiutato anche lui
che nel vento sorride

e mi offre una rosa,
ne assaporo il profumo:
è il suo sorriso
la mia mente riposa

SPERANZA






Sfrenati cuore.
Batti nel mio petto.
Non soccombere
dinanzi al tuo dolore.
Anela a chi
quel giorno ti sorrise
e poi scomparve
all' alba
dissolto nella bruma.
Promessa ai dì futuri,
quel sorriso
vindice sarà per te
del pianto amaro
e inviso












LA FARFALLA DELLA PIANTA ACCANTO


Non più paure angoscianti
Ricordi tormentati
Agghiaccianti momenti
Già vissuti
Un' alba nuova sorge
Profumata di miele
E di verbena
Gli alberi di limoni
Si apprestano alla festa
Muovono i loro rami
In una danza
E la farfalla
della pianta accanto
Col suo frullio d'ali variopinte
Dona lieve e leggera
La speranza


venerdì 11 novembre 2016

SORRISO 2

Andrò a cercare
il tuo sorriso.
L'hai nascosto,
ti sei dimenticato dove,
forse nel deserto,
in una rosa.

Andrò a cercare
il tuo pensiero,
forse è col tuo sorriso.
Ti trova il tempo
e non ti culla
ti afferra e ti trascina via
la tua fatica annulla

Andrò a cercare
la tua voce
Forse anche tu
gridi nel deserto
e non ti ascolti
Mancano le tue parole
ogni bersaglio

Andrò a cercare te
e ti riparerò
inespugnabile e indifesa
col mio Si.



le mani della notte

chiederò un prestito alla notte:
le sue mani,
diafane, immense
quanto il desiderio di mille occhi
socchiusi, attenti

le stanze del sole
le ho lasciate alle spalle
non parlavano più
erano soltanto ormai
la memoria del tempo
-malinconia-
e io non volevo
più
ricordare.


miei


MIEI

Vi ho amati? Male forse,
ma eravate miei.
Passavamo insieme
le ore, i giorni
e ci assaggiavamo
come carne della nostra carne.
E soffrivamo insieme
le lacrime, i dolori
In attesa di chi?
Di noi certo, 
ma di noi nuovi.
E siamo ancora in attesa
della nostra novità. 
Strappiamola a noi stessi
anche a brandelli: è l'ora!
L' andare via ha sempre un ritornare.
Disegna come un cerchio magico 
che non si chiude mai.
La storia dell' amore
forse, non ci ha toccati.
Ma io vi ho amati.

giovedì 10 novembre 2016

LA STORIA

LA STORIA 

Mi sta di fronte immobile,
la riconosco,
è lei: la Storia.
È interminabile.
non ne vedo l'inizio,
né la fine.
Mi fissa incredula,
per non essersi accorta di me:
qualcosa, qualcuno le è sfuggito.
La guardo appena.
Poi anch'io fisso qualcosa,
ma non dalla sua direzione.

Arriva il mio sguardo
dalla non-storia.
Dagli eventi che avrei voluti
e che mai ci sono stati.
O meglio, non-ancora.
È da lì che proviene
il mio sguardo,
dal non-ancora,
verso lì anche muove
e vaga nel desiderio,
nel sogno.
E il sogno da lui
si fa raccontare
e diventa parola
E il sogno
che si fa parola
è ancora più
interminabile
della Storia e non ha fine.

Il ritorno del giapponese dalla giungla

IL RITORNO DEL GIAPPONESE DALLA GIUNGLA

Il ritorno del giapponese dalla giungla
era atteso in paese già da molti
e da parecchio tempo.
Tutti si chiedevano:
perché ancora non torna?
Avevano anche provato
a chiamarlo al cellulare.
Ma nulla da fare.
Si sa, non c’è campo nella giungla.
E poi, a una certa ora
la giungla chiude,
che ci sta ancora a fare 
il giapponese nella giungla?
La guerriglia alle liane
tarlate?

Stava raccontando agli alberi

la storia della sua ombra, la storia
dell'atomo che gli aveva bombardato
l'anima
....e non aveva ancora finito.

l'ispirazione

L' ISPIRAZIONE

Nella mia mente ci sono
coriandoli,
pezzettini di carta colorata
a mille e mille.
Quando vi soffia il vento,
nella mia mente volano
e se il vento è forte
è un turbinio
di parole,
un caos
di desiderio profondo
dove la vita si riscrive
da sola
mentre danza.
Lì si confonde luce e poesia
Ed è bellezza




antinarciso

ANTINARCISO

Spettrale, la mia immagine,
non mi somiglia e vaga.
oltre me si trascina
e non riposa
E cerco, cerco me stessa,
graffio le mie ombre,
e si spezzan le unghie
Dietro deve pur esserci qualcosa: un me,
ch'io mi rinfranchi!
Foss' anche un me qualunque,
un ricordo, un sorriso,
un tu,
un bacio forse
Ma tra le unghie
non mi resta nulla.
Spettrale immagine
la mia: del nulla!

Narciso

NARCISO

Sguardo dopo sguardo
a bucare l'invisibile 
che c'è in me,
a cercarmi.
Sguardo dopo sguardo
a incontrare il desiderio,
oltre me.
Sguardo dopo sguardo 
ad accecare il sole
riflesso 
nello specchio dei miei occhi
e finalmente
riconoscermi, inginocchiato
dinnanzi 
al sogno del mio sguardo.
Affondare
nell'invisibile
vuoto. 

mercoledì 9 novembre 2016

guai ai distratti!

GUAI AI DISTRATTI!

Ebbi e forse ho ancora
una storia che mi racconta,
un desiderio di me
nascosto nelle tasche
di antiche giacche jeans?
A volte si perde tempo,
a volte si perde il posto,
a volte si perde il gusto
di certe cose
o l'occasione giusta.
A volte si perde
qualcosa cui si tiene,
o qualcuno;
si perde anche un amore.
A volte si perde un po' di sè,
l'immortalità non è
di questo mondo.
Nè l' integrità.
A volte non ci si ritrova più:
si è persa
la propria storia
e il desiderio.

Guai ai distratti!

una colazione da pazzi


UNA COLAZIONE DA PAZZI

Ecco un'idea geniale:
svegliarmi un mese fa alla solita ora,
e farmi offrire la colazione
dalla mia abitudine
che abita vicino a te
in nessun luogo.
Camminerò così
all'indietro verso il passato
che mi resta da vivere,
ricordandomi del futuro
che ho già vissuto
per fermarmi
solo quando la mia culla
verrà a prendermi
e finalmente
mi darà alla luce.
Parto difficile certo.

Che dici: biscotti e marmellata?
No, no.
Non mi guardare in cagnesco,
solo latte macchiato
e caffè senza zucchero per favore:
non vorrei, prima o poi,
problemi di linea.

Vorrei guardare la vita



VORREI GUARDARE LA VITA


Vorrei guardare la vita,
dal vuoto che c'è in me.
Assorbire il suo sapore
stropicciarne il colore
tra le dita.
Vorrei che a tenermi dritti i seni
fossero intense audacie,
mani di fiamma,
desideri parlanti.
Che a cancellare
una lacrima di dolore
fosse sempre
una lacrima d'amore.
Vorrei arrivare agli altri
come un fiume in piena
per strapparli a stupide certezze
e trascinarli a "casa dei non so".
Vorrei vedere
la follia della sapienza
parlare in casa mia
alla sapienza della follia.
Vorrei dalla notte infuocata
apprendere
come si diventa giovani
e dall'alba gelata poi,
come si muore.
Ecco, voglio accarezzare da insaziabile amante
la ragione
e tradirla con l' insana passione
che ha per me la vita.        


              





Senza parola


SENZA PAROLA


Le mie parole se ne sono andate
Dei dimenticati
le hanno trafugate
e il loro senso alberga ora
in paradisi abbandonati.
Eppure erano parole d'amore,
corde tese 
su ondulati ricordi.
Camminavano sul mondo
come audacie timorose
e canti
Erano sguardi lanciati
su lamenti.
Non avevano riti
da osservare, né pudore,
né maschere da indossare.
Oltre la sincerità,
oltre la verità,
oltre l'errore
dicevano di me, erano
le mie parole.
Ora... se ne sono andate.





Interpretare il silenzio

INTERPRETARE IL SILENZIO

Ci sei ancora
o sei già andato via?
Non sopporto il dubbio.

I tuoi silenzi,
mi sconcertano,
mi agitano,
mi mettono paura.
Mi afferri per i capelli
e mi ci scaraventi dentro
inesorabilmente.
Non riesco a squarciarli
Annaspo.
Il tuo silenzio è come il buio,
è dentro di me come la morte.


lunedì 7 novembre 2016

l'inizio della notte


L'INIZIO DELLA NOTTE

Lame di luna tagliente
l'inizio della notte
a recider quel che resta
della paura del giorno.
Giunge tra le mie mani
l'inizio della notte
ed è ignota promessa
al mio desiderio:
lo indosso come
vestito per il sogno.
Ha una verginità da offrire
l'inizio della notte,
ed io vi affondo le dita
come in una soffice crema.
Voglio ingoiare quella dolcezza,
voglio rivestirmi della sua bellezza.
Non so chi incontrerò
nel sogno:
sarai tu? È ancora per te
che voglio essere bella?
L'inizio della notte è intatto,
è stupore, accoglienza.
Mi precipita
nel cuore di una nuova emozione
e mi divora.      
L' inizio della notte
pesca nel mio mistero
e il mio corpo canta.  

                                                                                           

QUELLA SERA TI AMAI


QUELLA SERA TI AMAI


Le tue foglie
mi coprirono di insensatezza:
era dolcissima.
Quella sera ti amai.
Parlammo con ingordigia
delle cose di noi.
Si accendevano
pianeti sconosciuti
nei nostri corpi
e fuochi non ancora arsi.
e noi davamo loro nomi
in cambio di carezze.
Quella sera ti amai.
Umidi richiami
i tuoi capelli asciugavano
e i miei.
Cercai in te e trovai
flessuosi inizi
ad ingannare il senno,
a straripare i sensi.
Non fu possibile contarli
Inondazioni e incendi.
Poi tu sparisti.
....Quella sera ti amai,
vuota di me. domandai di te.

domenica 6 novembre 2016

UN POSTO PER GLI DEI

UN POSTO PER GLI DEI

Ore disabitate
dal tempo,
spazi disabitati
persino dalle ombre
ed il vestito
sospeso nel vuoto,
a ciondolare piano
su se stesso.
Avrei dovuto indossarlo.
Ma lui attendeva me nuda.
e io di nudo ormai
non avevo più nulla.
M' imbacuccai nella memoria
e misi ai piedi
i miei dei falsi e bugiardi.
Con loro sarei andata veloce.



venerdì 4 novembre 2016

LA MIA SOLITUDINE

LA MIA SOLITUDINE

Con la leggerezza di una freccia,
ho sfiorato la tua immagine
disegnando un arco
nella mia solitudine.
Non era una solitudine
qualunque.
C'ero nata dentro,
era la mia verità.
Mi aveva attraversato la pelle
sciogliendosi nella carne
dondolandosi nel sangue.
Aveva accarezzato i sorrisi,
gli sguardi prolungati,
i desideri, le domande.
Aveva intercettato anche i timori.
Aveva la trama ariosa
della curiosità.
Ora si rivolgeva a te.
Era una solitudine elegante




QUESTO LO SANNO TUTTI



QUESTO LO SANNO TUTTI

L' essere si dice in molti nomi
e parla del corpo,
anche il mio essere si dice in molti nomi
ed il mio corpo.
Ma chi lo dice?
Chi parla del mio essere?
Qualcuno una volta ne parlò
quando attraversai la porta
del silenzio
e tesi la mano.
Si, fosti tu a prenderla,
la girasti
e la baciasti dolcemente
all' interno del polso,
su quella sottile linea
azzurra dove più caldo e veloce
scorre il mio sangue.
Vidi i miei nomi precipitarsi
dentro quel bacio,
balzare, sobbalzare, rimbalzare,
verso le labbra
che li avevano pronunciati:
verso le tue labbra
Condividemmo l'intensità
dei nostri corpi
nel desiderio dei nostri nomi.
Fu bello.


Ma questo lo sanno tutti.

giovedì 3 novembre 2016

...NONDATO

...NONDATO


E io mi perdetti lì
in quel bacio nondato,
assaporato fino alla feccia di me stessa
e del mio sogno .
Quello era stato il bacio:
reale, vero,
che ti marchia le fibre
delle vuote speranze d'amore.
Il bacio che sapeva tutto di me.
Dopo non mi fu più possibile
nascondermi

mercoledì 2 novembre 2016

INCREDULITA'

INCREDULITÀ
(omaggio a J. Keats)

Avevo visto quel viso
alla luce della mente
bellissima era la mente,
bellissimo il viso.
Me ne innamorai:
la bellezza è verità!

Guardo ancora:
quel che ora si vede
è la mente
alla luce del viso.
Non è un bel-vedere.

La bruttezza cosa sia non so,
ma non è verità
Forse
è solo attimo attorcigliato
che sa d' incredulità.





martedì 1 novembre 2016

IL RITARDATARIO

IL RITARDATARIO

Per quanti sforzi facesse,
arrivava sempre
dopo se stesso.
Ormai ci era abituato.
Dopotutto non credo
gli importasse molto.
Cosa mandasse avanti
non so.
Il Gatto con gli stivali
ad annunciarlo,
forse.
O un ideale palloncino
con su scritto
"non bucarmi
che sgonfio".
Arrivò in ritardo,
trafelato,
a tutti gli appuntamenti
con se stesso.
Ma non credo sapesse
con chi li aveva.

lunedì 31 ottobre 2016

Il berretto a sonagli

IL BERRETTO A SONAGLI

Oggi ho incontrato qualcuno
con un berretto a sonagli in testa.
L' aveva indossato, mi disse, 
per dare conto di se',
della sua presenza.
Voleva che tutti sapessero
che stava arrivando
con tutti quei buffi campanellini
festosi.
E tutti dorati.
Scuoteva la testa
per frastornare gli altri
con la sua presenza.
Per invocare la sua assenza:
che tutti lo evitassero,
era lebbroso!
Lo guardai.
Io ero il suo clone.

L'ATTESA

L' ATTESA


Come sospeso è il tempo
e la mia ora
nell'attesa.
Ma solo dentro me:
attimo che non fugge
io sono,
attimo che attende.
Cosa attendo non so
come non lo sa
il mare, quando bagna
la riva
Eppure attende il mare.
Che sorga il sole?
Che la luna appaia?
Forse conta solo le nuvole
o le stelle.



sabato 29 ottobre 2016

INFELICITA'

INFELICITA'

Era infelicità?
La scoprii d'un tratto
tra le cose sepolte
che non si riesce 
a far morire.
Giaceva insudiciata
tra i cambiamenti
di umore.
Era un'assenza, 
era una presenza
e cento e cento vite
aveva consumate
del mio rosario.
Era come un esame non superato,
il "non va bene"
della spina dorsale,
che se ti chini
viene fuori
a tua insaputa.
Era la mia confusione adulta,
era rossore.

venerdì 28 ottobre 2016

LEZIONE DI EPISTEMOLOGIA 2

LEZIONE DI EPISTEMOLOGIA

Inforco gli occhiali
e chiamo l'appello.
Assente: "Interesse".
Imperturbabile
inizio la lezione:
ragazzi, il principio della soluzione
è nel problema stesso.
Basta prenderlo
per il verso giusto,
cioè tener presente
che
ogni conoscenza è dall'amore
ed è l'amore che percorre il corpo
e il desiderio.
Bussa "Interesse",
è in forte ritardo,
ma... è arrivato!









giovedì 27 ottobre 2016

ILLUMINAZIONI

ILLUMINAZIONI



a) Lezione di epistemologia

Il principio della soluzione
è nel problema stesso.
Basta prenderlo
per il verso giusto,
che ogni conoscenza
è dall'amore
e l'amore attraversa il corpo
e il desiderio.




b) Il sole e la montagna

E quel giorno
la montagna tramontò
dietro il sole.
Come tante
incrollabili decisioni
dietro la pioggia scrosciante
di un bacio.




c) Questioni di verità

Non è di me
che hai bisogno
Morte
e non sei vera.
Se fossi vera tu
sarei vera anch'io.

mercoledì 26 ottobre 2016

AVVENTURE DEL DESIDERIO

AVVENTURE DEL DESIDERIO

Il mio Desiderio era forte
imperioso, ardente.
Non poteva più attendere
Aveva indossato
gli stivali delle Sette Leghe
per camminare
veloce,
ed il vestito
color dell'alba,
perché lo si vedesse
anche in trasparenza.
Aveva paura di arrivare in ritardo.
Per questo aveva imboccato correndo
Via dell' Amore,
lì, dopo Piazza Impazienza
e ora era tutto trafelato.
Solo non sapeva bene
dove andare,
forse aveva scritto male
l' indirizzo
e non c'era nessuno
che lo venisse a prendere.
Aveva il trolley
pieno di "mi manchi tanto"
che ormai stavano quasi
andando a  male
e solo un nome
nella tasca: il tuo
Ma l'ufficio Anagrafe
non pote' aiutarlo
in nessun modo
perché quel destinatario,
nei loro registri,
risultava ancora
"Non-nato".

i GUANTONI ROSSI

I GUANTONI ROSSI

Ora infilerò
i miei guantoni rosso fuoco
per tirare di box con te.

A Mosca, sulla piazza Rossa
attenderò
il momento
del nostro incontro.

Forse non verrai,
o forse sì, verrai
ma fingerai di non vedermi,
mi eviterai,
come si evita
ciò che si desidera
quando si sa che è
più forte di noi.

Ma non farci caso,
io sono soltanto
un calabrone
che sbatte
contro la luce.

Un calabrone
con i guantoni rossi
che vorrebbe
schiantarsi contro di te
ma ha paura
di rompere
la lunga storia
che è appena iniziata
tra noi.

ALIENAZIONE D'AMORE

ALIENAZIONE D'AMORE 

La vita senza te
è sopportabile
solo se non mi guardo dentro,
né fuori, 
né da nessun'altra parte.
Ho indossato il collo lungo 
di una giraffa
e una testa piccola come la sua.
Ma non per essere più vicina 
al cielo,
al contrario è solo 
perchè le nubi possano 
nasconderla più facilmente.
Lascio che ora
siano gli altri a parlare.
Fino a quando
sarà possibile così?
Si, la vita senza te è sopportabile.
Ma solo perché sono senza me.

martedì 25 ottobre 2016

QUESTIONI SPAZIALI

QUESTIONI SPAZIALI 

Lo spazio non ammetterebbe mai
di essere problema
per chi vuol starmi
accanto.
Non ne farebbe certo 
una questione
di ritardi o di scioperi
dei mezzi di trasporto
e s'infurierebbe con chi
parlasse di problemi
meteorologici.
Non concepirebbe mai
orizzonti lontani.
Se il tuo sorriso
non mi arriva
direbbe
che per te la questione 
vera è di tipo ... mentale:
non me lo vuoi mandare!


lunedì 24 ottobre 2016

DIRE ALTRO

DIRE  ALTRO

Ciò che sentivo adesso
era un' altra voce.
Non sapevo di chi.
Volevo acchiapparla
e legarla con una corda
al lobo dell'orecchio
per non farla
fuggire
nell'ombra del giorno,
dove tutti dicono la stessa cosa.
E ascoltai:
"Tu dici altro,
per questo dici la verità".
Ebbi paura,
paura della verità.
Ma non fuggii.
Rimasi lì
nel luogo in cui Socrate
rifiuta la facile fuga
e continua a bere
anche per me la cicuta.
Nonostante tutto
rimasi a dire di altro.

SCHIZOFRENIA

SCHIZOFRENIA 

Quale distanza 
tra la mia bocca e il naso,
tra il mio occhio e l'orecchio!
La bocca non può odorare,
né il naso gustare.
L'occhio non può udire
né  l'orecchio vedere.
Questa schisi mi dilania,
vive della mia vita.
Ogni giorno 
è distante dall'altro,
ogni anno Gennaio
mendica a Dicembre
la pietà del passaggio.
Di questo ho riempito
la mia sporta
e la dono a te
in cambio di uno sguardo.
Non è mia la colpa
se t'ho amato,
pur con tutta la distanza 
che c'è in me.
Perché io t'ho amato
senza distanza.

domenica 23 ottobre 2016

la tazzina del caffè

LA TAZZINA DI CAFFE'

Le mani mi servono
lungo la notte,
per spostarmi
da un posto all' altro della mente,
ad acchiappare sogni
e parole disgregate
che vorrebbero fuggire.
Per non dimenticare.

Coi piedi invece
prendo a calci
tutte le cianfrusaglie
che il mio vento ha lasciate
sulla strada del tempo.
Per non ricordare.
Tanta strada hanno fatto
e sono loro grata.

Così mi ritrovo
al mattino,
sullo scaffale del giorno
in un' urna di cristallo
appannata solo
da una tazzina
di caffè fumante.