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giovedì 19 ottobre 2017

la forma del desiderio


Sono io che mi avvicino?
Sei come la forma del desiderio
se il desiderio ha una forma
Vorrei suscitare
in te
ciò che mi accade
quando impasto i tuoi sguardi
nei miei scismi
e balza fuori improvvisa
quella riga che io non scrissi mai
dentro quella che non scrivesti tu
Una punta di dolore nel petto
appena percettibile
quasi di soppiatto
e i miei battiti rischiano l’infarto
Faccio fatica a cercarla,
ma l'avverto.
lievito fresco nella mia farina
come un intimo bisogno
di non nascondersi più

Mi basterebbe
una parola dopo l'altra
per non dire nulla
sciocche parole
non vogliono ammettere
quanto è capace di star
fermo il cuore

martedì 17 ottobre 2017

Felicità

La mia felicità è ansiosa
striscia sui muri e
raschia.
E rischia,
scrive qualcosa
poi cancella
riscrive
cancella,
riscrive ancora.
Non rilegge mai
ad alta voce
annoda fili e tesse
Confonde "accaduto" e "accadrà"
e "Oggi?"
si chiede,
la risposta non sa.
Sferza l' "È-te-che-devi-attraversare",
con un "Tu-sei la sintesi-dei-tuoi-tempi"
Non dà briciole ai cani
Sulla sua veste
gioco a dadi.
La mia kenosi sghignazza:
è lontana,
due passi e mezzo

lunedì 16 ottobre 2017

il vestito degli altri

Ho indossato il vestito
di un altro
e mi sono fatto i complimenti
ma
non so se mi stesse a pennello
forse no o forse si.
Questo fu Venerdì
Volevo mostrarmi a qualcuno
e a qualcuno
e a qualcuno
perché finalmente qualcuno
mi
vedesse,
finito il weekend non gliel'ho
restituito
con la scusa che era già macchiato.
Che divertente, ho indossato disinvolto
le macchie di quell'altro,
una decina è dir poco?
Qualcuno mi ha detto però che erano grandi!
Io le adoro, sempre così misteriose
vengono da qualche parte, ma quasi mai sai da dove.
Altri, lo vedo
vorrebbero ora indossare il mio,
non sanno che non ne ho
sono nudo
come quel re: non ho
nemmeno il grandioso conforto delle macchie.
Certo che indosso vestiti che non mi appartengono:
come dire ad altri
che sono solo uno specchio?

La strada è in salita
solo di rado qualche cenno di vita

domenica 15 ottobre 2017

Un vestito

Un vestito fatto per non essere indossato
il tuo
cucito su un corpo che non era mai
appartenuto a nessuno.
affacciato al saccheggio
di fili e aghi di una vita.
Drammatico, 
lo strappo ancora aperto
aspetta di sotto
figlia
la fodera della tua dolce voce.
C’ è un’assenza verticale/orizzontale
misura due o tre infiniti
aggrappata agli orli slabbrati,
parole che non riescono a sciogliere
la polvere,
pianto in esilio

E tu
solo occhi di cerbiatto

martedì 10 ottobre 2017

scatto di parola

Non c'è scatto che non le appartenga,
ho messo la parola
a lottare con la vita
a rabberciarla
come un tessuto vecchio, lacero,
sporco.
L’ho vista slogarsi per afferrarla
nel precipizio in cui l'io-sono non penetra
nella parola e testardo
non vuole "essere detto",
ma nessuna fuga
può essere concessa


L'insolenza del silenzio
non cambia la circolazione:
in qualunque stagione a casa
ci si riposa


elogio della coscienza


La farfalla variopinta
mi vola sulla spalla, sul naso,
mi ama

...è questione di smorfie,
cammini la vita e ti guardi sempre tra le gambe:
dove hai messo il piede?
e la bocca?
Devi finirla,
anche volendo
è tropo tardi per fare causa a Dio,
l'avvocato del diavolo è ormai in pensione

la farfalla variopinta
s'è posata
altrove.

Cerchi la sobrietà?
Quella pettegola non ne ha.
Sempre eccitata, 
ha piuttosto una lingua slogata, 
rovinata dai troppi distinguo, mea culpa 
confessioni, conversioni, benedizioni,
è una stranezza di quartiere,
ti pare il caso di sbandierarla ai quattro venti?

dov’ è la farfalla variopinta,
dov’ è finita? È per terra,
tra i sassi?

Ho deciso di non fermarmi
di non voltarmi indietro,
forse
.....è soltanto un dono
che io non ho.

credo ancora
che la farfalla variopinta
mi ami


fiori di luce

FIORI DI LUCE


Sei bello da così tante parti 
che non so 
dove voltarti prima.
Vorrei mi regalassi un mazzo di fiori
di luce
e lo lanciassi in fondo
tra le sabbie deserte 
del mio ventre.
Come quando a Parigi
la tour Eiffel si accende
sulla Senna:
dall’altra parte della città
il mio corpo 
si accorge di avere indosso i suoi trampoli
fosforescenti e li addenta.
Prestiti di luce,
vanno oltre la mia misura che squittisce
tra i rifiuti dei giorni in cui nacqui
Sento che il dolore
di domani
smetterebbe
di slurparmi ancora
con la sua lingua
il sangue.