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lunedì 22 maggio 2017

IN FONDO ALLA FILA

IN FONDO ALLA FILA

Per ultimo 
in fondo alla fila c'era una donna,
meglio, lo era stata un tempo
adesso era solo un grumo
di sguardi,
una parola mozza.
In fila era stata tutta la vita
-al confino,
-nessuna maiuscola per lei
-né un accento,
-né un segno di interpunzione
-nessuna congiunzione.
Solo metafora
in fondo alla fila,
una metafora dai mezzi occhi di brace
come la verità.
Un sasso tagliato
dal desiderio
Voglia di saltare il fosso,

Oggi da mozzare il fiato
il destino


domenica 21 maggio 2017

E' tempo

È TEMPO

Questo tempo mi è dato
credo
perché io lo ricrei per qualcun altro,
per farne dono
non per consumarlo in me.

rimpianti al piano


Rimpianti al piano



A sera
sedevi al pianoforte,
un Bluthner da concerto
a coda intera.
Bella come l'aurora

A sera
mille luci dorate nel salone
Lo aprivi con l'eleganza del pianista
-sono sempre eleganti i pianisti-
e le tue mani
scorrevano veloci la tastiera.
Voli di rondini alzavano
le dita in un gioco di crome e semicrome.

A sera
sdraiata sul divano
ti ascoltavo.
Suono come sospeso.
Solo per me suonavi
e lo sapevo.
Lo sapevamo entrambe
era il nostro appuntamento quotidiano.

La tua musica entrava dappertutto
non lasciava alcuno spazio vuoto
e la tua voce
-contralto drammatico-
iniziava.
"Rispondi alla mia tenerezza
versami ebbrezza"
Era Dalila di Saint Saens
o eri tu?
Si, tu eri lì: ...tenerezza
...ebbrezza
Non ti facevi sconti
o analgesie
Rimpianto ad ogni nota
tra le dita e la gola
passione gorgogliante
vivace e dolorosa

A sera
passavano le ore come lampi,
lampi di te a quel piano
solo per me suonavi
il tuo rimpianto
ero tuo palcoscenico vivente
ero teatro

Poi una sera l'inchino.
E indietreggiasti fiera
allargando in alto
braccia e sguardo.
Applausi di rose
Ti girasti
verso il fondo
della scena.
Lo imboccasti solenne
come ventre accogliente
Scomparisti al di là...
quasi... in te stessa

A sera
suono come sospeso,
sipario non calato
è il ricordo di te
voglia di tenerezza,
voglia  di ebbrezza.
Le tue dita continuano a suonare,
rimpianti
che troppo tardi ho appreso a intercettare












sabato 20 maggio 2017

Raccomandata A/R


Destinatario: 
dove-non-so 
e non voglio sapere.
Raccomandata A/R,
busta gialla
ed ho spedito.
Dentro: spazzatura personale,
pusillanimità come aglio
in pillole di gelatina 
verso avvelenato
e dializzato un giorno si e l'altro no,
vecchio sguardo di compromesso
tra me e il mondo,
avvolto in carta primordiale,
vendere e procurare prove
dell' esistenza di io/dio
senza orari di chiusura
anche in giorni festivi,
rabbia pepata
e rabbuiata,
inciampi quotidiani
in denti di squali 

Roba che frana
non volevo mi finisse addosso.
Smistamento occasionale
dovrebbe ritornare
al canto del gallo

solitudine
che fulmina
poi più niente

Ma per me
amare 
è verbo
o aggettivo?































giovedì 18 maggio 2017

Schianto




Schianto


Cassapanche tarlate
e spezzate memorie,
flash sbiaditi
tra abiti e canfora,

di cupide sere nel desiderio
solo una traccia 
ancora incerta sul suo futuro,

mani bagnate di passato
risvegli inzuppati di "allora"
e quel pensiero
apolide, 
oggi il solo cittadino
a denti stretti
nella mia gola.


mercoledì 17 maggio 2017

Il SIPARIO


IL SIPARIO

L'inchino,
poi indietreggiasti
fiera
allargando in alto
braccia e sguardo
.
Applausi di rose

Ti girasti
verso il fondo
della scena.
Lo imboccasti solenne
come ventre accogliente


Spento ogni suono.
calò rosso il sipario
         lentamente,

recita finita.
Scomparisti al di là...
quasi... in te stessa

  ..........fuori scena,
sapevi d'esserci già dentro







domenica 14 maggio 2017

Non volevo si sapesse

Non volevo si sapesse.
E ' da tanto che giro
e non trovo nulla.
La moto quasi senza benzina.
le tasche senza monete.

Giro su me stessa
e ho perso la strada
e ho freddo
e il navigatore è scarico
come impazzito.
Dice solo: "ricalcolo".

Una sirena urlante sfreccia
squarciando il buio.
Corre sulla strada
per tutta la strada.
A passarmi accanto
è una riga di sofferenza non mia,
una decalcomania quasi di morte:
"ricalcolo, ricalcolo"
salmodia.

Non volevo si sapesse
che è notte
e di notte è buio,
per tutta la notte:
"ricalcolo".