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lunedì 24 aprile 2017

Senza virgole

Ora rido perché mi sento
vuoto
come dopo l'esame di maturità.
Traboccante misura
di un'armonica a bocca
la notte danza con la notte.

Ora rido perché mi sento
come chi
morto di fame
sbava scorpacciate
sulla mollichina di pane
che fugge.


È ora il vetro di una sacra
icona a farmi da specchio
mentre rido.
e tu fai girare una monetina
a trottola sul tavolo
e io mi sento
come chi ruba ai santi
le fiammelle
per illuminare il proprio buio.
Luce di cera senza ali
non vola.

domenica 23 aprile 2017

Felicità

La mia felicità ha fretta
striscia
sui muri e raschia.

E rischia,
scrive qualcosa
poi cancella
riscrive
cancella,
riscrive ancora.

Non rinuncia
e
non finisce mai di
dare nomi nuovi,
alle cose.
Di cominciare

Confonde "accaduto" e "accadrà"
Nessun "giorno prima",
nessun "giorno dopo"
e "Oggi?" 
si chiede
ma la risposta non sa.

Sferza l' "È-te-che-devo-attraversare",
con un "Tu-sei la sintesi-dei-tuoi-tempi"

Eppure è sbucata fuori
per caso,
senza meta
né una ragione di sè.

Sulla sua veste
gioco a dadi.

La mia kenosi sghignazza:
è lontana,
due passi e mezzo

IMBOSCATA

IMBOSCATA

Qualcuno mi propose un tempo
Ne chiesi due,
uno per me
ed uno per te.
Era in un tempo non mio
che volevo
spiare.

Non lasciare
    non lasciare

che

il tuo occhio cieco non inciampi
nel racconto

l' orecchio sordo non oda
la fissità della pietra

il piede zoppo non salti
il profilo delle ombre
       
l'erba dei prati non suoni
in una bettola
l' Adagetto di Mahler.

Imboscarmi in un'altra Eternità

sabato 22 aprile 2017

PECCATO ORIGINALE





Danziamo presso il vicino
i nostri balli,
cantiamo le nostre canzoni.
Indossiamo i vestiti colorati.
Calda è la notte,
venite, 
la musica sta per iniziare.

Era bisestile l'anno all'inizio dei tempi
ma non lo sapevamo

C'è un gap che va colmato,
il mio, il tuo, il suo,
tu lo sai,

Non importa di chi sia
è di tutti e di nessuno
è coperto da silenzi,

ci prende di mira:
a chi toccherà?
Bisestile è la sua identità.

Nel quartiere si affolla la gente
un brusio di passi indifferenti.
Solitudine assume forma umana
e vaga
ha un corpo occhiuto
che scaraventa macigni
sulla coscienza

C'è un gap che va colmato 
non importa di chi sia

Il mio è complice del tuo
mi dicesti e 
mi offristi la terra intera.
Io allora,
lo misurai a grandi passi
andandogli incontro.

Dammi la mano amico
sei il mio vicino
sei a me d'appresso

Danziamo nuovi balli,
cantiamo nuove canzoni.
Indossiamo vestiti colorati.
Ancora calda è la notte,
vieni, 
la musica non deve cessare.

martedì 18 aprile 2017

IL SERPENTE

IL SERPENTE

Su vecchi campi di menzogne
ci incontriamo.

Siamo in tanti
forse tutti.

Mente dal profondo
il dove
e il quando
e il perché

Giorni bugiardi
i nostri.

Annaspiamo al ronzio
di una verità
che ci è estranea,
puerpera fallica
e patibolo per
noi.

Su un vecchio campo di menzogne
Adamo affrontò
Dio

lunedì 17 aprile 2017

VOGLIA DI BALLARE

I ragazzi dell' ieri
eravamo noi
la voglia di ballare

Giri
cercando volti
e tutte le vite che hai puntellato
senza pensare al dopo,
parole e voci
imbevute
di fantasie accecate,
nessuna pianificazione.
Cogli solo smacco
e sudore

So
i vostri nomi,
dici.
Posso darvi del tu
come usa ora.
So
la Marilyn di Wahrol,
e le vostre mani alzate
a pugno
contro il cielo


So
le vostre mille immagini
eversive
figlie di un tempo
che non c'è mai stato. 
Mi guardano incuriosite
mentre passo.

Il vicino là,
un paparazzo un po' naif,
fa le foto
della gente canuta che
ha voglia di ballare
e invece piange,

rapido fa capolino
scatta
poi scompare

I ragazzi dell'ieri
dici
siamo rimasti noi,
e
la voglia di ballare
ancora

giovedì 13 aprile 2017

La tua voce

La tua voce è buona
Respira insieme alla mia
nella nostra stanza
La nostra stanza è
un mondo.
Vi accadono tante cose
Entrano ed escono
tante persone
Credono di essere di passaggio
e invece qui resta sempre
qualcosa di loro
un sorriso
una lacrima 
un perché 
un segno,
Ombre camminano
sulle pareti
Tu te ne accorgi,
le conosci per nome,
non lasciamole scappare
mi dici.
La tua voce è buona,
acchiappa gli aquiloni 
per i bambini che non ne hanno.
Acchiappa i desideri,
quelli li hanno tutti.

Ti ho messo tra le mie poesie
tra una riga e l'altra
tra un punto e una virgola,
tra un verso e una rima,
Tra il perche  e il suo accento.
Nessuno ti vedrà,
Ma no,
non sei un segnalibro,
tu non appari,
tu li scompari.
Io però, io so che ci sei.
Passo da un verso all'altro
correndo piano
come se la conquista
del centro della terra
non fossi che tu.
Sprofondo nella tua
superficie,
raccolgo le mollichine del tuo passaggio
come una piuma raccoglie il vento
Spunti fuori
dalle tasche della mia
presenza
Non potevi mancare lì
tu, proprio tu
non potevi mancare,
se non ci fossi
non ci sarei nemmeno  io
non ci sarebbe
poesia

Poi a sera...
La tua voce è buona

....